Agricoltura biodinamica

I principi filosofici dell’agricoltura biodinamica vengono teorizzati negli anni Venti del 1900 da Rudolf Steiner, filosofo e teologo austriaco, fondatore del movimento antroposofico.

 L’azienda agricola viene vista come un organismo vivente autosufficiente che comprende coltivazioni, acque e animali. Tutto è inserito nei ritmi cosmici che influenzano i calendari della semina, della coltivazione e della raccolta.

 L’agricoltura biodinamica presenta una visione più “spirituale e cosmica” dell’agricoltura biologica anche se a livello legislativo è regolamentata dalle medesime norme.

 Sintetizzando, gli obiettivi sono tre:

  1. preservare la fertilità della terra;
  2. mantenere le piante in buona salute per consentire loro di resistere alle malattie e ai parassiti;
  3. aumentare la qualità dei prodotti ottenuti.

 Per conseguire questi intenti le tecniche colturali (lavorazione del terreno, semine, concimazioni, ecc.) – molte in comune con l’agricoltura biologica -  tengono conto delle forze cosmiche (stelle, luna, sole e pianeti) e di quelle terrestri (acqua, elementi minerali e aria).

 Inoltre, un ruolo primario lo svolgono i “preparati biodinamici”, che vengono distribuiti nel terreno, sulle piante e utilizzati nelle particolari tecniche di compostaggio, eseguite nelle aziende biodinamiche per la preparazione dei concimi organici.

 I prodotti biodinamici si riconoscono per il marchio Demeter riportato nell’etichetta.