Agricoltura biologica

L’IFOAM, International Federation of Organic Agricolture Movement, definisce l’agricoltura biologica come l’insieme di <<tutti i sistemi agricoli che promuovono la produzione di alimenti e fibre in modo sano socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale. Questi sistemi hanno come base della capacità produttiva la fertilità intrinseca del suolo e, nel rispetto della natura delle piante, degli animali e del paesaggio, ottimizzano tutti questi fattori interdipendenti. L’agricoltura biologica riduce drasticamente l’impiego di input esterni attraverso l’esclusione di fertilizzanti, pesticidi e medicinali chimici di sintesi. Al contrario, utilizza la forza delle leggi naturali per aumentare le rese e la resistenza alle malattie>>.

L’agricoltura biologica nella forma moderna è il risultato del crescente disagio manifestatosi sia tra gli agricoltori che negli altri settori della società di fronte ai danni alla salute e alle risorse, anche in termini economici determinati dalle pratiche agricole dell’agricoltura convenzionale, come l’uso massiccio delle sostanze chimiche di sintesi, le tecniche agricole usuranti la terra, l’eliminazione degli incolti, …. .

 L’agricoltura biologica attuale è il naturale punto di approdo delle pratiche tradizionali che generazioni di agricoltori hanno elaborato con il lavoro sui campi: oggi questo patrimonio di esperienza unito alle nuove conoscenze consente di sviluppare delle tecniche per migliorare l’agricoltura e preservare le risorse agricole e ambientali.

Pur in presenza di diverse scuole di pensiero, gli agricoltori che scelgono di produrre con il metodo biologico, escludendo quindi l’uso – nei campi e nelle stalle – di prodotti chimici di sintesi (fertilizzanti, pesticidi, diserbanti, antibiotici, ….) condividono alcuni principi/obiettivi essenziali:

  1. Produrre alimenti che conservino tutte le loro proprietà nutritive e organolettiche
  2. Garantire negli allevamenti il benessere degli animali
  1. Tutelare e stimolare la biodiversità, la principale garanzia di vita. Nell’azienda agricola biologica devono coesistere elementi come siepi, boschetti, fossi, insetti, fauna, indispensabili per la formazione di un agroecosistema complesso, forte, in grado di superare crisi ambientali.
  2. Preservare o accrescere la fertilità del suolo con pratiche adeguate: rotazioni e avvicendamenti, uso di letame e compost, sovescio, inerbimento, uso di fertilizzanti organici e minerali naturali consentiti dai regolamenti, lavorazioni superficiali del suolo e comunque rispettose della vita nel terreno, …
  3. Controllare le piante infestanti tramite: falsa semina, pirodiserbo, pacciamatura, avvicendamenti colturali, consociazioni, pascolo,……

Le piante e gli animali, come le persone, possono ammalarsi: al fine di prevenire l’insorgere delle malattie si impiegano diversi strumenti.

 Per prima cosa è indispensabile creare un ambiente naturale/produttivo ottimale per le piante e gli animali, che cresciuti più sani e forti affrontano e spesso respingono da soli, gli attacchi condotti da organismi patogeni.

Un idoneo ambiente naturale/produttivo si stabilisce ad esempio coltivando cultivar più rustiche e quindi meno attaccabili dai parassiti, con la presenza di siepi, boschetti, piccoli specchi d’acqua, adeguate potature, ritmi di produzione naturali.

Inoltre un ambiente in buone condizioni contribuisce non poco alla resistenza ai parassiti e alle malattie per via della presenza nell’area di insetti e uccelli competitori.

 Se l’attacco supera le difese naturali si può ricorrere a sostanze naturali prive o quasi di tossicità, al lancio di insetti naturali predatori dei fitofagi, alla consociazione di piante diverse.

E’ evidente come ogni intervento si interseca con gli altri: è l’insieme della pratica agricola biologica la sua forza; un’applicazione parziale ha senso solo in una fase transitoria.

 Perseguendo questi obiettivi anche il paesaggio rurale subisce una graduale e profonda trasformazione, arricchendosi di movimenti e colori, segni della presenza di  una grande forza vitale.

 Per quanto possibile un’azienda agricola biologica deve funzionare a sistema chiuso, ricorrendo il più possibile alle risorse interne,  puntando a migliorare il terreno invece di depauperarlo, a “utilizzare e non sfruttare” piante e animali, a ridurre al minimo l’inquinamento, fin quando non è possibile evitarne la fonte, a gestire con attenzione i consumi energetici da combustibili fossili, a realizzare condizioni di lavoro non usuranti, a ottenere prodotti ottimi per i consumatori, sia dal punto di vista nutritivo che organolettico.

 Per l’agricoltura biologica l’obiettivo di reddito dell’agricoltore va di pari passo con  la tutela della salute dell’operatore agricolo e del consumatore – la qualità delle produzioni – la conservazione nel tempo della produttività del suolo e delle risorse ambientali dalle quali dipende.

 L’agricoltura biologica mostra i suoi tanti vantaggi nel lungo periodo che si evidenziano pian piano, come la crescita della siepe, simbolo della riscoperta di un’agricoltura saggia.

 

Regolamento (CE) N. 834-2007 DEL CONSIGLIO  del 28 giugno 2007  relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092-91.