Compost

Il compostaggio è una tecnica nota da tempo all’agricoltore: la decomposizione accelerata di sostanze organiche porta alla produzione del compost, un ottimo fertilizzante e ammendante, ottenuto imitando il lento riciclo naturale dei materiali organici, vegetali e animali, dai quali, tramite il lavoro di demolizione di batteri, funghi, lombrichi e altri organismi, nel terreno tornano i preziosi elementi nutritivi indispensabili al ciclo vitale.

 Il compost viene prodotto non solo dalle aziende agricole ma anche presso gli  impianti specializzati dove si impiegano materiali di scarto raccolti in modo selezionato, provenienti da attività agricola, industriali e urbane, che se non riutilizzati danneggerebbero l’ambiente e sarebbero costosi da smaltire.

 Esiste anche la dimensione del compostaggio domestico che richiede un orto, un giardino o semplicemente un balcone.

Chi abita in paese o in città può sopperire alla mancanza di spazio procurandosi una compostiera in legno o in plastica, fabbricata da sé, o acquistata pronta; ce ne sono alcune realizzate interamente con materiale di recupero!

Sono contenitori di forme e volumi variabili, aerati e privi di fondo o con fondo bucato, si pongono al riparo del vento, in estate in un punto ombreggiato, protetto dai brucianti raggi solari, in inverno laddove l’insolazione è un poco superiore; il coperchio è necessario per evitare l’esposizione diretta alla pioggia.

In campagna invece, dove lo spazio aperto non manca, si realizza il cumulo aperto; si accumula lo scarto organico sopra un fondo creato intrecciando alcuni rami per favorire la circolazione dell’aria. Un metro di altezza e 1 ½ di lunghezza per lato sono le dimensioni minime consigliate. E’ buona norma dotare il cumulo all’aperto di una rete che impedisca l’accesso agli animali.

  Quanto più vario e meglio miscelato è il materiale da compostare, tanto più equilibrata sarà la sua composizione e più facile il compostaggio. Per facilitare il lavoro dei microrganismi è buona norma triturate i materiali da compostare, senza ridurli però in polvere o poltiglia altrimenti il composto si compatterebbe impedendo la circolazione dell’aria e il drenaggio dell’acqua.

E’ essenziale mescolare a fondo i materiali umidi (es. erba e resti di ortaggi) con i meno umidi (es. foglie e rami secchi), unendo ogni tanto al miscuglio un po’ di terra per favorire la decomposizione.

Il compost tende naturalmente a compattarsi quindi andrà periodicamente smosso e aerato in modo da consentire una decomposizione uniforme di tutto il materiale.

Quando la temperatura, nonostante i rivoltamenti, non sale più e si mantiene a livello ambientale, entrano in gioco i funghi (a volte pure i lombrichi): è l’ultima fase del compostaggio, la maturazione, che dura circa 6 mesi.

 Dopo 4-6 mesi di lavorazione, il compost è chiamato semigrezzo o giovane e svolge soprattutto una funzione fertilizzante, mentre se lasciato maturare fino a 8-12 mesi, acquista della capacità soprattutto ammendanti, migliorative la struttura del terreno.

 Un compost maturo presenta delle caratteristiche ben riconoscibili: sarà un terriccio molto scuro, quasi nero, soffice e poroso, con odore di terra di bosco.

 Soddisfatti i requisiti base la riuscita del compost dipenderà essenzialmente dalla pratica: pazienza e attenta osservazione, unite allo scambio di esperienza con altri “compostatori” consentiranno di superare le difficoltà, più efficacemente dei manuali.

 La terra, nutrita in modo equilibrato e naturale, sarà pronta a donare nuova linfa al ciclo della vita!

 

                                                              COMPOST NELLA FATTORIA LUCCIANO

Nella Fattoria Lucciano, il compost si realizza seguendo le norme generali, miscelando il letame dell’allevamento con i residui vegetali aziendali, la sansa che residua dalla spremitura delle olive e le vinacce formatesi nel processo di vinificazione: una volta pronto prende la strada dei campi dove concimerà il terreno.

 

LE 4 REGOLE D’ORO

 Per far sì che i microrganismi producano un ottimo compost è necessario che nella miscela si verifichino le seguenti condizioni:

 

  • AERAZIONE: l’attività degli organismi demolitori richiede ossigeno; in sua carenza o assenza il processo rallenta o cessa con conseguente marciume e cattivi odori. Il materiale respira quando appare soffice, non compatto: l’aggiunta di foglie, paglia e rametti nella miscela consente la formazione di una trama a maglie larghe, che sostiene i rifiuti più piccoli e umidi. Buona norma è il rivoltamento periodico.
  • UMIDITA’: se la miscela è secca, il processo di decomposizione rallenta, mentre se è troppo bagnata, marcisce. Se stringendo in un pugno un poco di compost, il palmo della mano rimane umido, è segno che il livello di umidità è corretto. Se troppo umido unire materiale secco; se è troppo asciutto, inumidirlo.
  • CARBONIO E AZOTO: il giusto equilibrio tra questi due elementi fornisce il corretto nutrimento per i microrganismi favorendo una decomposizione rapida. Contengono un’alta percentuale di azoto: scarti vegetali della cucina, fieno di leguminose, erba tagliata, alghe marine (verdi o brune),…. Sono invece ricchi di carbonio: foglie di acero, residui di potature, carta, trucioli e segatura di legna, torba, …. Un buon rapporto richiede per 1g di azoto 20-30g di carbonio.
  • TEMPERATURA: nell’intensa prima fase della demolizione delle sostanze organiche si libera una grande quantità di energia sotto forma di calore e la temperatura del materiale sale dapprima a 20°-45°C per qualche settimana per poi salire fino a 55-60°C, livello da non superare altrimenti si verifica il fenomeno negativo dell’inattivazione di buona parte dei microrganismi, con conseguente forte rallentamento, o addirittura interruzione, del processo di compostaggio. Raggiunto l’apice del calore, la temperatura comincia a scendere per attestarsi alla temperatura ambiente: a questo punto buona parte delle sostanze organiche sono ormai decomposte.

 

  COSA SI PUO’ COMPOSTARE

 

In generale qualsiasi sostanza di origine organica

Quindi non si possono utilizzare: plastica, riviste patinate, cartone plastificato o colorato, farmaci, pile, vetro, metalli, policarbonati, vernici, legno verniciato o trattato, calcinacci e ceramiche, tessuti sintetici, cenere di carbone, piante malate,….

 

In agricoltura biologica

  1. Tra i materiali di origine vegetale: scarti di cucina, scarti di ortaggi e frutta, segatura, residui di potature trinciati, foglie, cenere di legna, paglia, vinacce, …
  2. Tra i materiali di varia origine: letame proveniente da allevamenti estensivi, liquami eccetto quelli provenienti da allevamenti industriali, carta straccia, …

 

 

Nella versione domestica

  • Preferire: resti di frutta e ortaggi, fondi di caffè e tè, gusci d’uova, avanzi di cereali, fiori secchi, carta comune da cucina, tovaglioli e fazzoletti di carta, legno di potatura, fogliame, resti di lana, piume, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato, paglia, ….
  • Evitare o usare con cautela e in piccole quantità: avanzi di cibo di origine animale, cibi cotti e tutto ciò che emana un forte odore (potrebbero attirare animali e insetti), cibi ammuffiti, foglie coriacee a lenta degradazione (es. magnolia, conifere), escrementi di animali da cortile (divieto per cani e gatti), oli e grassi, …